Riassunto Diritto Pubblico di Cuocolo

RIASSUNTO del manuale ” ISTITUZIONI DI DIRITTO PUBBLICO” di Fausto Cuocolo

ultima edizione

Di seguito l’ anteprima del riassunto Diritto Pubblico di Cuocolo.

PARTE PRIMA : DIRITTO – ORDINAMENTO GIURIDICO – STATO

CAPITOLO 1 : IL DIRITTO (NORMA E ORDINAMENTO GIURIDICO)

Funzioni del diritto :

 repressione dei comportamenti socialmente dannosi (diritto penale)

 allocazione di beni e servizi a favore degli individui e della società (diritto civile)

 disciplina delle istituzioni e della distribuzione di poteri (allocazione di poteri pubblici, dir. proc.)

Caratteri della norma giuridica :

  • generalità : applicabile a tutti coloro che si trovino nella situazione disciplinata,
  • astrattezza : disciplina situazioni che potranno verificarsi,
  • novità : deve innovare nell’ ordinamento,
  • esteriorità : oggetto della sua disciplina è l’azione esterna al soggetto,
  • interdipendenza : crea un’interdipendenza tra situazioni di vantaggio e di svantaggio,
  • imperatività.

Teoria “normativa”: nell’ ordinamento giuridico dalla norma fondamentale si giunge al comando concreto in una disposizione gradualistica di rigorosa correlazione tra norme sopra e sottoordinate (Scuola viennese).

Teoria “istituzionale”: un ordinamento non si risolve solo di norme: il diritto è innanzitutto assetto della collettività e la norma è solo la manifestazione di tale assetto.

Alle due teorie si preferisce la tesi secondo cui l’organizzazione sociale traduce nelle norme e nell’ ordinamento le proprie finalità e le scelte che compie di fronte ai problemi storici.

Esistono una pluralità di ordinamenti giuridici, dati dalla pluralità degli Stati. Ma per accertare la reale esistenza di un ordinamento si deve verificare l’effettività, ovvero la vigenza delle norme da esso poste.

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CAPITOLO 2 : LE FONTI DEL DIRITTO :

SEZIONE 2 : LE FONTI DEL DIRITTO IN GENERALE

La norma giuridica è prodotta da atti o fatti considerati idonei a porre regole di comportamento, costitutive del diritto oggettivo: tali fatti o atti sono definiti fonti del diritto.

Le fonti-fatto sono collegate alla ripetitività di comportamenti o all’ assunzione di determinati accadimenti o situazioni quali fatti idonei a determinare regole di comportamento obbligatori e per tutti i consociati, dando vita a un diritto non volontario appunto perché derivante da fatti e non da atti.

Le fonti-atto, invece, sono manifestazioni volontarie dei soggetti cui è riconosciuta la competenza a dettare regole di comportamento e in quanto tali si traducono in documenti, produttivi di norme giuridiche che, adottati secondo le procedure prescritte, hanno la forza ad essi attribuita dall’ ordinamento. Ogni ordinamento riconosce le proprie fonti legali.

Le fonti-fatto:

  • la consuetudine: perché una consuetudine si formi si richiede un comportamento ripetuto nel tempo tale da indicare una relativa stabilità e uniformità (condizione oggettiva), e che tali comportamenti siano tenuti dai soggetti con il convincimento di conformarsi a una regola giuridica(condizione soggettiva). Solitamente la consuetudine regola materia non disciplinata dal diritto scritto, oppure funge da “conferma” del diritto scritto;
  • la necessità: si richiede una necessità tanto straordinaria da non poter essere soddisfatta con le procedure formali, di situazioni non prevedibili e non disciplinabili a priori, che trovano nella necessità straordinaria la loro giustificazione e la loro fonte (stato d’assedio, eventi …).
  • il rinvio a fonti di altri ordinamenti : perché l’efficacia delle norme internazionale si dispieghi anche nell’ ordinamento interno, è necessario un atto di esecuzione da parte dello Stato oppure un rinvio alla fonte internazionale, che può essere rinvio mobile (efficacia anche alle disposizioni che nel tempo la norma produrrà) oppure rinvio recettizio (efficacia alla sola legge).

Le fonti-atto nell’ ordinamento italiano, secondo la disposizione gerarchica:

  • Costituzione e leggi equiparate (leggi di revisione cost. e leggi costituzionali).Fonte costituente;
  • Legge ordinaria e atti equiparati (decreti legislativi, decreti legge, referendum abrogativo);
  • Regolamenti interni degli organi costituzionali (due Camere, presidenza Repub.,Corte );
  • Regolamenti statali (decreti del presidente della Repubblica o decreti ministeriali);
  • Fonti di ordinamenti territoriali minori: leggi regionali, regolamenti regionali, statuti;

disposizioni normative della Comunità Europea abilitate ad operare nel nostro ordinamento.

  • I problemi di antinomia tra le fonti possono essere risolti attraverso due criteri :
  • Criterio gerarchico : non tutte le norme hanno la stessa forza giuridica, essendovene alcune sovraordinate. In certi casi va combinato con il criterio di competenza.

Criterio cronologico : si fonda sul principio che tra più fonti o norme pari ordinate prevale, in caso di contrasto, quella più recente…

CAPITOLO 3 : LO STATO E I SUOI ELEMENTI COSTITUTIVI :

Concetti generali

Lo Stato, ordinamento giuridico più rilevante, può essere definito l’ente politico costituito da una collettività stabilmente stanziata su un territorio e fornito di sovranità tanto all’ esterno quanto all’ interno.

E’ il solo ente ad essere contemporaneamente ente politico, territoriale, sovrano.

Stato come ente politico : può assumere a contenuto della propria azione tutte le finalità che storicamente ritenga opportuno assumere (politicità = libertà dei fini). Tutti gli Stati hanno in generale il fine comune di sopravvivere, e ogni Stato ha poi finalità particolari : il punto che differenzia la politicità degli enti territoriali infrastatali dallo Stato è che quest’ultimo è sovrano e dunque originario, mentre gli altri enti sono derivati e dunque soltanto autonomi.

L’ Ordinamento della Repubblica

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Le forme di governo indicano il diverso assetto che si instaura tra gli organi titolari della potestà suprema e segnatamente tra capo dello Stato, governo, parlamento e ordine giudiziario.

In uno Stato costituzionale moderno non basta rispettare il principio di uguaglianza dei cittadini : presupposto fondamentale è la teoria della separazione dei poteri, elaborata per la prima volta da Montesquieu alla metà del ‘700, che mirava a fondare una formula di buon governo, ma soprattutto a garantire la libertà : “Perché non si abusi del potere bisogna che, per la stessa disposizione delle cose, il potere limiti il potere” .

Le funzioni fondamentali dello Stato, fare le leggi, darvi esecuzione, giudicare sui crimini e le controversie, devono essere attribuite a organi distinti…

Nella variante chiamata cancellierato verso il monarca è responsabile solo il capo del governo (cancelliere),mentre i ministri sono responsabili verso quest’ultimo(Germania,1850-1918,Bismarck).

Governo assembleare : la concentrazione di tutto il potere elettivo è nell’ assemblea elettiva, per un criterio astratto di maggiore democrazia. Realizza di fatto una confusione di poteri…

Queste sono alcune delle 88 pagine che compongono il riassunto Diritto Pubblico di Cuocolo.

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