Riassunto di “Diritto Commerciale” di V. Buonocore

Riassunto del manuale ” Diritto Commerciale ”  ideato da V. Buonocore edizione 14, anno di pubblicazione 2017 – ultima edizione

 

Per semplificarti lo studio e aiutarti a superare l’ esame di Diritto Commerciale, ho messo a punto il riassunto del testo consigliato da alcuni docenti: “Diritto Commerciale”, ideato da V. Buonocore 14 edizione, anno 2017.

L’esame di “Diritto Commerciale”è uno dei Pilastri del Settore Giuridico – Economico. Il diritto commerciale è considerato uno degli esami più difficile da sostenere a causa della vastità degli argomenti che ne costituiscono il programma.

Leggi anche il mio riassunto del manuale di Diritto Commerciale di G. Campobasso.

Il riassunto del manuale di Diritto Commerciale ideato da Buonocore  potrà esserti utile  per una rapida ed efficace ripetizione e ti aiuterà durante lo studio del diritto commerciale.

Manuale di Diritto Commerciale ideato da V. Buonocore, 14 ed. anno 2017 

Tuttavia se hai poco tempo per studiare, ti assicuro che  il riassunto del libro ” Diritto Commerciale ” ideato da Buonocore è completo e sostitutivo del manuale.

In questo articolo potrai leggere alcune pagine del riassunto di Diritto Commerciale ( Buonocore ed. 14,  2017 ).

Capitolo I L’ Imprenditore in generale

(riassunto Diritto Commerciale Buonocore 14, 2017 )

 

Ai sensi dell’ art. 2082 cod. civ. è imprenditore chi esercita professionalmente una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Chi = a) persone fisiche: esclusi interdetti, inabilitati e minori non emancipati;

b) impresa collettiva non societaria: soggetti di diritto diversi dalle persone fisiche a cui l’ordinamento riconosce di poter porre in essere un atto;

c) società: contratti associativi con l’obiettivo di far nascere un nuovo soggetto.

Professionalità:

“il fine comune è l’esercizio dell’impresa e non l’intento dell’imprenditore, e meno che mai quello lucrativo”;

  • attività commerciale abituale ma non permanente, la destinazione dell’attività a durare nel tempo deve essere riscontrabile oggettivamente;
  • non può parlarsi di impresa in relazione ad un’attività economica o commerciale svolta occasionalmente…

L’impresa occasionale difetta del requisito della professionalità, non essendo destinata a protrarsi con sistematicità nel tempo.

Attività economica:

• attività sta per quella serie di atti finalizzati ad un medesimo scopo ultimo, occorre che gli atti abbiano un collegamento teleologico o funzionale.
• l’attività deve potersi far risalire alla volontà del soggetto e non può essere imposta.
• facciamo riferimento al modo in cui organizziamo la gestione per farla perdurare nel tempo.
• usare un metodo economico che permetta quantomeno di coprire i costi con i ricavi (diverso da erogazione che non usa un metodo economico).
• non importa il risultato finale.

Attività organizzata:

L’organizzazione è l’azienda infatti ai sensi dell’ art. 2555 c. c. l’ azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa.

• l’imprenditore coordina i fattori della produzione: capitale (proprio/altrui) e lavoro
• permette la distinzione dal lavoro autonomo il quale non assume carattere di impresa proprio perchè non è organizzato (professioni liberali) …

Scopo di lucro, economicità e produttività

Il fine comune che lega gli atti dell’imprenditore e quindi l’attività è l’esercizio di impresa e non l’intento dell’imprenditore e meno che mai quello lucrativo. Lo scopo di lucro non è elemento costitutivo dell’istituto dell’impresa ma lo sono:

Economicità: copertura costi con ricavi

Produttività: non sono rilevanti né la natura dei beni/servizi prodotti o scambiati, né il tipo di bisogni che si mira a soddisfare, sempre che ricorrano i requisiti di professionalità e organizzazione, in questo caso anche la produzione di servizi di carattere assistenziale o culturale costituisce attività d’impresa.

L’impresa come comunità di lavoro

L’impresa non è soltanto esercizio di attività economica professionalmente organizzata, ma è anche una comunità di lavoratori (subordinati e parasubordinati) con il compito di assecondare un precetto ricorrente in tutta la nostra Costituzione…

Il problema dell’imprenditore occulto

Può accadere che non vi sia coincidenza fra l’effettivo portatore degli interessi connessi all’ impresa e chi invece recita la parte dell’imprenditore, spesso senza rischiare le proprie risorse patrimoniali.

Spendita del nome

Il rischio d’impresa va a ricadere sulla persona nel cui nome gli atti d’impresa vengono posti in essere e l’attività di impresa viene esercitata.

Secondo questo criterio, il rischio d’impresa è attribuibile a chi appare all’ esterno come imprenditore.

Il problema è di stabilire quale dei due soggetti è destinatario della disciplina in tema di impresa…

Lo statuto dell’imprenditore agricolo

  1. Nessuna impresa agricola è soggetta alle procedure concorsuali.
  2. Per effetto della legge 580/1993 non si può affermare che l’impresa agricola non è obbligata all ’iscrizione nel registro delle imprese sia pure in sezioni speciali e per fini diversi da quelli per cui è disposta l’iscrizione delle imprese commerciali.

L’impresa commerciale e la sua identificazione

L’imprenditore commerciale è identificabile attraverso un particolare statuto normativo. Secondo una dottrina prevalente la nozione di impresa commerciale si ricava applicando un criterio negativo, ossia è commerciale ogni imprenditore che non eserciti un’attività agricola.

Ma tale criterio perderebbe la sua validità qualora si affiancassero ad imprenditori commerciali e imprenditori agricoli gli imprenditori civili.

L’impresa commerciale discende dall’ art 2195 c.c. (imprese soggette a registrazione): sono soggetti all’obbligo dell’iscrizione nel registro delle imprese gli imprenditori che esercitano:

1) un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi;
2) un’attività intermediaria nella circolazione dei beni;
3) un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
4) un’attività bancaria o assicurativa;
5) altre attività ausiliarie delle precedenti.

Le disposizioni della legge che fanno riferimento alle attività e alle imprese commerciali si applicano, se non risulta diversamente, a tutte le attività indicate in questo articolo e alle imprese che le esercitano…

Statuto dell’imprenditore commerciale

Secondo quando disposto dal codice civile e dalla legge fallimentare, l’imprenditore commerciale non piccolo:
A) È obbligato ad iscriversi al registro delle imprese anche quando si tratta di ente pubblico che esercita attività commerciale (artt. 2188-2202 cc).
B) È obbligato a tenere scritture contabili (artt. 2214-2220 cc).
C) È soggetto al fallimento e alle altre procedure concorsuali(art. 2221), salvo si tratti di ente pubblico.
D) Può servirsi di ausiliari, specificatamente individuati e disciplinati dall’ art. 2203 all’art. 2213 cc…

Capitolo II L’ Imprenditore Individuale

L’imprenditore individuale è per definizione la persona fisica. A questa si aggiungerebbero anche la persona giuridica non corporativa come la fondazione…

Inizio e fine dell’impresa

A) Inizio dell’impresa

Per le persone fisiche l’acquisto della qualità di imprenditore è indipendente da ogni adempimento di carattere formale e si produce in conseguenza dell’inizio effettivo dell’attività economica, soluzione valida anche per gli imprenditori individuali, che esercitando un’attività commerciale sono tenuti all’iscrizione nel registro delle imprese, adempimento pubblicitario che non influisce sul momento di inizio dell’attività né
sull’acquisto della qualità di imprenditore. La sua omissione genera sanzioni. Ora si tratta di stabilire in concreto da quale momento possa dirsi iniziata l’attività e quindi nata l’impresa. Abbiamo a tale proposito due orientamenti:

  1. L’impresa nasce quando sono realizzate organizzazione e attività produttiva.Non è impresa l’attività nata senza il supporto di un’organizzazione stabile. Non ha natura imprenditoriale la creazione di un’organizzazione non seguita dell’esercizio di un’attività, andando a determinare che gli atti di organizzazione, quali atti preparatori (locazione), sarebbero distinti dagli atti dell’organizzazione,attraverso i quali si espleterebbe l’attività di impresa.
  2.  Tesi soggettiva: non distingue tra atti di organizzazione e atti dell’organizzazione, dando importanza al fatto che si tratti di atti non isolati e quindi riconducibili in un quadro di attività indirizzate verso l’esercizio dell’impresa, senza che occorra il concreto compimento dell’attività di produzione o di vendita di beni o di servizi. Le due tesi provocano effetti diversi, poiché la legge collega al momento di inizio dell’attività di impresa 3 conseguenze pratiche:

1) Obbligo di iscrizione nel registro delle imprese.
2) Applicazione forme di tutela contro la concorrenza.
3) Soggezione alle procedure concorsuali.

B) Fine dell’impresa

Allo stesso modo la cessazione dell’impresa non è legata a momenti formali, come possono essere ad esempio la cancellazione dell’impresa dal registro delle imprese o la chiusura della liquidazione, ma si produce in conseguenza della cessazione (di fatto) dell’attività di impresa.

Potrà dirsi avvenuta la disgregazione del complesso aziendale allorché l’imprenditore avrà esaurito la c.d. liquidazione dell’attivo, per aver alienato non solo le giacenze o le scorte di magazzino, ma anche l’attrezzatura necessaria allo svolgimento dell’attività…

Capitolo IV Gli Ausiliari Dell’ Imprenditore    

Nello svolgimento della propria attività l’imprenditore può avvalersi della collaborazione di altri soggetti, spesso necessaria per realizzare quell’attività organizzata di cui all’art 2082 c.c. Questi collaboratori, definiti ausiliari, contribuiscono con il loro lavoro allo svolgimento dell’attività, rimanendo peraltro estranei agli effetti giuridici della stessa in quanto diritti ed obblighi fanno capo esclusivamente al titolare dell’impresa.
Questa collaborazione può aver luogo in forma autonoma o in forma subordinata, la differenza è data dalla presenza o meno di un vincolo di dipendenza che si manifesta, principalmente, nella predeterminazione, da parte dell’imprenditore dei compiti affidati, nel vincolo di orario e di luogo di svolgimento dell’attività collaborativa, nell’inserimento in un’organizzazione gerarchica con conseguente sottoesposizione al potere disciplinare dell’imprenditore e dei suoi collaboratori in posizione sovra ordinata…

La regola fondamentale è che gli atti compiuti da questi soggetti sono direttamente imputabili all’imprenditore.

Abbiamo quindi delle particolari figure di rappresentanza che sono tipiche del settore commerciale, cioè institori, procuratori e commessi, i cui poteri di rappresentanza non derivano da una procura, ma dal fatto stesso di svolgere tali mansioni. Tali poteri potranno anche essere modificati dall’imprenditore, attraverso uno specifico atto sul potere di rappresentanza che spetta a tali soggetti…

Capitolo V L’ Azienda

Nozione di ” Azienda ” secondo l’ art. 2555 c. c. ” L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa “. Si configura come strumento per lo svolgimento dell’attività economica di cui all’art 2082. L’azienda costituisce quindi il risvolto oggettivo di uno dei requisiti dell’acquisto della qualità di imprenditore e, in quanto tale, può essere concepito come distinto dalla persona di quest’ultimo e oggetto di autonoma circolazione. Si ha azienda anche se il complesso organizzato non è ancora in esercizio, ossia non si sono instaurati i rapporti con la
clientela, ne deriva che gli interessi tutelati dalla disciplina specifica sono presenti già per la sola formazione del complesso aziendale. Non si può dire altrettanto qualora il processo di formazione non sia stato ancora completato mediante l’inserimento di elementi essenziali per il concreto funzionamento dell’azienda.

Trasferimento d’azienda e dei beni aziendali
Gran parte della disciplina specifica dedicata dal codice all’azienda (artt. 2556-2560) concerne il fenomeno della sua circolazione, cioè quella parte del fenomeno circolatorio rappresentato dal trasferimento d’azienda inter vivos (come la vendita, la concessione in usufrutto o l’affitto) oppure mortis causa…

I Titoli Di Credito

Il titolo di credito costituisce uno strumento volto a favorire la mobilizzazione dei diritti di credito.
Cedente: Creditore che cede
Cessionario: Colui che riceve il trasferimento del credito

Cessione Del Credito A Titolo Derivativo

Logica trasferibilità dei diritti a titolo derivativo (il subentrante lo fa nella medesima posizione del cedente).
Esempio: Se il credito del primo creditore A (cedente) derivava da una fornitura di merci al debitore B (rapporto sottostante) chi acquista il credito (C) subentra nella medesima posizione contrattuale di A, il quale (C) potrà a sua volta trasferirlo a D che subentra nella medesima posizione soggettiva del proprio dante causa. Se per esempio la fornitura della merce per la quale è sorto il credito, successivamente trasferito, è avariata colui che acquista il credito subentra nella medesima posizione contrattuale del suo dante causa, rischiando di subire le stesse eccezioni al pagamento che potevano essere opposte al creditore originario. Il cessionario del credito deve assicurarsi quali siano i fondamenti del credito, accertandosi che il credito che viene ceduto non sarà un credito che darà diritto al debitore a non pagare…

Rapporto cartolare e rapporto fondamentale
Al debitore vengono a far capo due rapporti obbligatori:
1) Rapporto fondamentale o causale: derivante dalla relazione tipica intercorrente tra il sottoscrittore del documento e il primo prenditore.
2) Rapporto cartolare: derivante dal rilascio del titolo, differenziato dal primo per la sua fonte (sottoscrizione del documento), per il suo contenuto (lettera del documento) e per l’individuazione del creditore (proprietario del documento).

La formazione dei titoli di credito
Il titolo di credito nasce con la sottoscrizione del documento, che normalmente segue alla sua compilazione. Laddove tale rapporto cronologico venga invertito, ovvero il titolo viene sottoscritto, ma ne viene affidata la sua stesura o il suo completamento al portatore si realizza il fenomeno del titolo in bianco…

1) Titoli al portatore (es. assegno bancario) artt. 2003/2007

Il trasferimento del titolo al portatore si opera con la consegna del titolo. Il possessore del titolo al portatore è legittimato all’esercizio del diritto in esso menzionato in base alla presentazione del titolo. Per titolo al portatore si intende quel titolo di credito in cui la legittimazione all’ esercizio del diritto cartolare è data dalla pura e semplice materiale detenzione del documento…

2) Titoli all’ordine (es. cambiale) artt. 2008/2020 c. c.

Si definisce “all’ordine” quel titolo di credito che reca, all’atto dell’emissione, l’intestazione ad una persona determinata, integrando una forma di legittimazione nominale, in quanto la possibilità di pretendere una prestazione è condizionata all’accertamento della corrispondenza tra soggetto possessore del titolo e nome di colui che risulta intestatario del titolo. Tale indicazione nominativa del destinatario della prestazione è variabile durante la circolazione ad opera dello stesso portatore, mediante dichiarazione apposta sul titolo che prende il nome di girata. La girata è costituita da un ordine vincolante impartito dal portatore (girante) al debitore di effettuare la prestazione indicata sul titolo a favore di un altro soggetto (giratario)…

Le Società

L’ Imprenditore Collettivo

Per impresa collettiva può intendersi l’impresa esercitata in comune da più soggetti derivando così la titolarità sostanziale di più soggetti. La società costituisce solo una delle possibili forme di esercizio collettivo d’impresa, di cui sono rinvenibili ulteriori manifestazioni: si pensi all’impresa riferibile alle associazioni e alle fondazioni, all’impresa consortile e all’impresa facente capo ai coniugi in regime di comunione legale. Il codice civile disciplina una sola forma di esercizio collettivo d’impresa, mettendo a disposizione di chi non intenda esercitare l’impresa da solo, ma voglia invece farlo insieme ad altri soggetti, una sola forma istituzionalizzata, che è quella di società. Non concretano forme di esercizio collettivo dell’impresa l’associazione in partecipazione e la cointeressenza…

 

Come avrai notato questi sono solo alcuni paragrafi dei primi due capitoli del riassunto del manuale ” Diritto Commerciale ” di Buonocore, 14 anno 2017.

Se ti occorre il riassunto completo di Diritto Commerciale ideato da Buonocore ed. 14 anno 2017, telefona al nr. 347 77 18 056: ti risponderà il prof. Giovanni Tanese oppure compila

il seguente form di contatto:

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